Filosofia

L’uomo è una conseguenza naturale di un pensiero divino. Il divino è l’origine.
La materia corporea e il mondo fisico sono in continua evoluzione, una trasformazione costante che genera nuove energie evolutive, che avvicina il materiale all’invisibile. Una tensione generata dall’aspirazione all’armonia e all’amore che vive nello spirito divino della natura e dell’uomo. Non c’è una necessità assoluta di spiegazioni logica del perché, possono essere generate solo risposte limitate da fattori materiali e percettivi. Esiste da parte dell’umanità un bisogno di comprensione intuitiva, un bisogno di accettazione incosciente del trascendente oltre le leggi di natura convenzionali. L’aspirazione a raggiungere uno stato di consapevolezza capace di unire l’immanente e il trascendente, il visibile all’invisibile. La percezione cosciente dello spirito, dell’anima, incorruttibile ed eterna. Questo è essere Umani. Fare esperienza umana e trarne conoscenza è il nostro destino.
Non il ragionamento o l’istinto sono la via, ma il sentimento. La vibrazione energetica e la profondità del cuore sono la via. Siamo parte di un tutto naturale, apparteniamo alla Natura e all’Innaturale allo stesso tempo.
L’allontanamento dall’equilibrio armonico verso l’istinto o la ragione produce stati di paura, ansia, terrore esistenzialista che portano alla violenza, al materialismo e a una finta serenità distratta. Uno spreco energetico che non eleva l’uomo e soffoca il suo spirito.
Lasciare fluire l’origine viva in ogni Uomo affidandosi al pensiero, e non pensare di essere pensiero. Sentire l’amore generare intuizioni d’infinito. Questa è la via. Immaginare armonia, possibilità, invisibilità. Questa è influenza positiva.
Bellezza. Gioia. Piacere nelle sue dimensioni. Rispetto dell’equilibrio.

I sensi da fuori a dentro. L’anima da dentro a fuori, come senso interno che sopravvive alla fine dei sensi materiali. Non pensiero, ma comprensione. Non parole, ma linguaggio universale.

Più reale l’invisibile del visibile, i sensi definiscono la realtà limitandola alla percezione, al sensibile. Formano il pensiero, limitandolo al conosciuto (?) che reinterpreta e descrive, ma non comprende. L’invisibile è nello spirito.