M’invado d’idee
d’anima dense.
Month: aprile 2008
Feroci tamburi
Il senso della vita!
Urla, urla ululanti dentro e fuori, in ogni angolo di mente,
urla l’ansia dell’esistere l’angoscia della morte.
Il senso della morte!
Tamburi, tamburi feroci ovunque in ogni atomo di mente,
suona l’inevitabile tramonto il progresso della vita.
Il senso della mia vita…
urla e tamburi, grida tormentose e canti soavi.
Non esiste il senso, non esiste la comprensione
non esiste il vero e il falso, non esiste la ragione.
Esiste solo la percezione dell’anima immortale
alla fine della folle e meravigliosa ricerca intellettuale.
E così vivo, vivo
la musica
la vibrazione dell’amore
la gioia dell’amicizia
il cielo azzurro e stellato
il sole
il vento
i sogni
il fuoco
le colline di Siena
le strade di Parigi
i figli
la neve
i fiori
il vino
il mare
la fortissima leggerezza
di un attimo di pace.
E sono immortale.
Istinto vitale
Diluviano gli oceani in questa notte di tormento
Violente, sommosse sbattono fragorose le onde
Urlano gli scogli sconvolti dal vento
Rompono argini impotenti impetuose le onde.
Travolgono tutto, tutto, ancora, tutto, tutto!
Incessanti, svelte, possenti,
cupe onde lucenti.
Fluidi ordigni!
Colpitemi forte, dentro, ancora più forte
Storditemi fino alla morte.
Strappate le mie lacrime dal mio volto
Sciacquate ogni lembo della mia pelle.
Annega la mia vita
Soffoca il mio fiato…
Fino a che scorgo un rosso chiarore,
e tra le acque si acquietano le onde,
e tra le nuvole soffia lento il vento.
Nulla è più come prima, tutto è sconosciuto.
Ma riconosco il calore, è un raggio di sole.
E così ancora un anelito, ancora…
Né spazio, né materia
La musica fluttua ariosa
nello spazio che divide
i miei occhi dalle sue mani
Sfiora gli antichi marmi cavalcando
armoniche note di melodie innate
Accarezza il mio cuore
fino a giungere profonda nel mio amore.
Ora le sue mani tra le mie mani
Ora gocce libere di scivolare sui volti
Ora corpi indistinguibili s’amano liberi
Senza spazio, né materia.
Solo aria, alla fine.
Melodie vitali
L’antica melodia dei verdi prati d’Irlanda,
fili d’erba suonati da magici folletti incappucciati;
e il ritmo sudato di Cuba la nera
battuto sulle pance tese di veneri ambrate;
e il tango e il flamenco
micce scintillanti nei muscoli caldi e nelle emozioni palpitanti
sulla pelle fremente;
e la purezza della pace
di un sottile violino e di un morbido piano;
e il canto perfetto senza spartito
di un uccellino innamorato;
e il tuo canto
fatto della stessa sostanza della rosa rossa…
Tutto l’Universo suona l’opera della creazione.
Le stelle, gli atomi e il vento suonano.
Le foglie, le nuvole e le maree cantano.
Io ascolto, ascolto tutto, coi miei timpani sul cuore.
E mi godo la canzone che chiamiamo
Vita.