Lettera ai miei figli

Guardate in alto.
Ogni tanto, senza pensare, guardate il cielo. E lasciate che il vostro spirito si senta libero, leggero, infinito, anche solo per qualche istante. Non dimenticatelo! Non lasciate che solo la terra sia l’unica casa da abitare nella vostra vita.

Ascoltate la musica.
La melodia, l’armonia, il ritmo… Possono far vibrare ogni atomo del vostro essere, e farvi sentire vivi più che mai. O accarezzarvi quasi in silenzio, accompagnando i vostri pensieri e i vostri sogni. La musica…De Andrè ad esempio, o i Led Zeppelin, Bob Marley, il canone in D di Pachelbel o chi e come volete! E poi ascoltate la musica del vostro cuore, sì, ogni tanto ricordatevi di ascoltare anche quella. Ogni uomo puó ascoltare solo la musica del proprio cuore. Ma non sarà sempre facile…non scoraggiatevi! Dovete solo fare un po’ più di silenzio…

Siate amici di voi stessi.
E cercate dei compagni di strada che vi facciano sentire bene e vi diano la forza per essere migliori. Cercate e amate gli amici che sentite affini, ma soprattutto quelli sinceri, premurosi e simpatici! Quelli con i quali sia naturale come l’alba ridere e prendersi in giro, sognare e piangere.  E con i quali godersela un”alba insieme, ogni tanto.

Amate.
Quando vi perderete negli occhi dell’altro, continuate a cercarli, non abbandonate mai il contatto e il desiderio di guardarvi l’uno nell’altro. L’amore non si definisce, è forte come una roccia di montagna e fragile come un petalo di un fiore. Non resiste a se stesso. Vive solo di due anime consapevoli della sua potente delicatezza. Siate romantici. E siate migliori di me, non sono un esempio, ma ho conosciuto l’amore attraverso donne meravigliose. E voi ne siete il frutto figli miei.

Lavorate per vivere.
Non vivete per lavorare. Con un po’ di fortuna e molta intelligenza troverete quel lavoro che rende tutti gli altri lavori possibili insignificanti. E quando la passione si unisce alla vita lavorativa…che meraviglia! Non esiste una ricetta magica: oltre al talento naturale nel fare qualcosa di cui ognuno di noi è dotato, il resto è studio, tenacia, coraggio, sogno. Ogni successo nasce da un fallimento. Ma solo se ci si rialza piú forti di prima. Sopravvalutatevi un po’…del resto gli altri vi sottovaluteranno a volte…

Leggete i romanzi famosi, i poeti famosi. I grandi classici.
Se sono tali è perchè le loro parole parlano al cuore dell’uomo. Sono lo spirito del tempo. Formano la coscienza, allargano gli orizzonti. Nel tempo troverete i vostri autori, quelli che scrivono proprio a voi, in quel momento. Neruda, Calvino, Tolstoj, Walt Whitman, Coelho, Bukovsky, Goethe, … Sono tutti nella mia libreria, letti, segnati, con le “orecchie” in quelle pagine da non dimenticare…sono lì per voi. È bello pensare aivostri occhi sulle stesse righe che hanno letto i miei occhi anni e anni prima.

Non accettate i prepotenti. Non lo diventiate mai. Rispettate i più deboli, i bambini, gli anziani: fare del bene vi renderá migliori, piú forti e piú umili. Aiutare chi ha bisogno infonde calore nel cuore. Ma sappiate che aiutare a volte può significare anche dire “no”.
Pretendete rispetto per voi stessi.
Non abbiate paura dell’altro, del diverso. Il pregiudizio limita l’orizzonte.
Siate indipendenti, ma non egoisti. Io lo sono stato a volte, e chiedo scusa per questo.
Chiedere scusa è importante, ammettere i propri errori è importante.
Sapere che abbiamo dei limiti e accettarlo è importante.

Viaggiate, viaggiate, viaggiate.
Ma non dimenticare di conoscere davvero bene ciò che sta intorno a voi: riserva delle sorprese meravigliose!
Vivete ogni giorno come se fosse il primo. Come un gatto che esce dalla porta e ogni mattina sembra andare incontro a un mondo nuovo. So che ogni giorno il sole tramonta. Ma non è mai stato un buon motivo per non stupirsi, anche solo per un istante, di quella stella nell’universo, intorno alla quale ruotiamo a una folle velocitá e che a sua volta ruota nell’infinito, nel mistero… E che ci dona i colori, e i gabbiani che solcano l’orizzonte proprio mentre il sole si tuffa nel mare.

Cercate la consapevolezza.
È il modo migliore per comprendere la complessità della vita e renderla semplice. Siate consapevoli che tutto ha un’inizio e una fine, anche la vostra vita. Ma che tendiamo per natura all’infinito. Che esiste il male e il bene. Ma che siamo liberi di scegliere da che parte stare. Che non tutto è comprensibile. Ma che ogni cosa ha senso. Fatevi tante domande, nulla è scontato.
La via migliore per la consapevolezza è trasformare le esperienze in conoscenza. È non diventare mai dipendenti di qualcosa o qualcuno per sentirsi vivi. È stare sempre di piú nell’attimo, a tal punto da perdersi completamente in esso.

Se avrete dei figli infondetegli fiducia e insegnategli la speranza.

Non siate giudici severi verso gli altri e verso voi stessi. Nessuno possiede la verità assoluta.

Se vi interessa…Io credo nell’esistenza di Dio. Le cicale cantano di giorno, i grilli la notte. Le cose più semplici, persino un minuscolo granello di sabbia, celano verità illuminanti e profondissime. Fermatevi a cercarle… E almeno una volta leggete il discorso della montagna di Gesù. Bellissimo.

In questo istante, mentre scrivo, e fino alla fine dei miei giorni io so di non sapere nulla, non ho un opinione di me stesso. ma ogni giorno spero di sapere sempre di piú di non sapere. E di avere la forza per continuare a cercare. Ma nel contempo, sono consapevole e grato di ciò che ho.
Sembra contraddittorio, e lo è: la vita è quasi sempre un ossimoro. Un compromesso di forze opposte. È questo che gli uomini definiscono saggezza.

Cari figli miei, al termine di questa lettera mi resta un’ultima esortazione: fate l’amore con la vita! Non abbiate paura di essere voi stessi. E ridete appena potete! Ridete spesso!
Vi voglio bene.
Papá.

Ps: Viola, Giulia, Ascanio…siate comprensivi con me: sono solo un uomo imperfetto, in cerca di un disequilibrio sostenibile. Tutto quello che ho scritto puó non avere senso, o magari lo acquisterá nel tempo. Sarete voi a deciderlo, ognuno di voi scriverá la sua Storia e deciderá come viverla. Non ho nient’altro da lasciarvi, queste parole, una manciata di poesie e le carezze che vi ho dato. Non vi chiedo nulla ma quando vi incontrerete, ogni tanto, abbracciatevi.
Siete nati da un abbraccio, e lì mi ritroverete.

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